Archivi del mese: marzo 2012

Carlo Mea al Colosseo

www.CarloMea.it

Foto di Luca Rubei

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Allenamento speciale

Lunedì  2 aprile alle ore 21.00

nella nostra Scuola del Metodo de Rose Parioli

l’allenamento speciale sarà incentrato sulla visualizzazione.

l’allenamento sarà diretto dall’istruttore Carlo Mea.

Non mancare!

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Ciclo cinema: Gandhi

 Venerdì 30 alle 21:30 verrà proiettato il film: Gandhi.

Vita, attività politica e morte di Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948): studi a Londra, apprendistato in Sudafrica, attività politica, digiuni di protesta, morte violenta per mano di un bramino e solenni funerali.

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Sat chakra

Mercoledì 21 marzo,alle ore 21.00,

nella nostra scuola del Metodo De Rose Parioli, ci sarà il

Sat chakra.

Porta un fiore, un frutto, un cibo senza carni o una bibita senza alcool.

Ti aspettiamo!

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Madulo di filosofia

Martedì  13 marzo alle ore 21.30

nella nostra Scuola del Metodo de Rose Parioli

il tema del Modulo di Filosofia sarà: Corpi dell’uomo e piani dell’universo.

tenuto dall’istruttore Carlo Mea.

Ti aspettiamo!

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LAVORARE PER PIACERE

Non ho mai lavorato un giorno in vita mia
– è stato sempre un divertimento.

Thomas Edison

Passiamo in edia 8 ore al giorno a lavorare. Hai già pensato quanto sarebbe straordinario
poter trascorrere tutto questo tempo facendo qualcosa che ti piace? Osserva la maggior parte delle persone al lavoro: alla posta, in banca, nei negozi e in ufficio. Vedrai persone scoraggiate, demotivate, che lavorano giusto per ricevere uno stipendio a fine mese, senza un percorso di vita o traguardi da raggiungere… è un panorama deprimente. Se si passa gran parte della giornata eseguendo obblighi sgradevoli e di routine, per tutti i giorni della settimana, questi sentimenti di malcontento, frustrazione e demotivazione s’impregnano nella personalità del lavoratore, diventando un circolo vizioso dal quale si riesce ad uscire solo cambiando il modo come si occupa la giornata, cioè, cambiando lavoro.

Ci sono innumerevoli casi di depressione così come di gravi problemi di salute che sono somatizzati solo a causa della costante tristezza e della rassegnazione di fare qualcosa che non piace, o per essere trattati male dal capo, o per non avere condizioni minimamente dignitose per lavorare, o per non essere riconosciuto né valorizzato come essere umano con le capacità di cambiare il mondo. Molti impieghi obbligano le persone a mentire e a ingannare per proseguire nel proprio lavoro, causando un conflitto interno che si ripercuote nella salute e nella vita personale. Molti si arrendono all’idea che il lavoro sia un sacrificio, un obbligo che tutti dobbiamo sopportare per tutta la vita con lo scopo di pagare le bollette. Ma ci sono lavori che rappresentano un’opportunità di sviluppo personale contribuendo a rendere felici, realizzati e con una aumentata qualità di vita.

Fai un conto matematico: moltiplica il numero delle ore che lavori  al giorno per il numero dei giorni che lavori al mese e dopo moltiplica questo valore per 11, partendo dal presupposto che hai un mese di ferie all’anno. Adesso moltiplica per il numero di anni che ti mancano alla pensione. Osserva quanto tempo della tua vita (gli anni migliori) vanno persi per lavorare su qualcosa che non ti piace, quanto tempo vitale sprecato… Pensa che delle 24 ore del giorno, se si escludono le ore di sonno, quelle in cui si mangia e ci si sposta, il resto viene quasi interamente dedicato al lavoro e solo una piccola parte è rivolta agli hobby e alla vita privata, che risultano seriamente compromesse quando si ritorna dal lavoro stanchi ed infelici. Considera che passi più tempo con il tuo capo e con i tuoi colleghi che con il tuo partner. Tutti siamo molto selettivi (o dovremmo esserlo) con il nostro partner e con gli amici, ma quanti di noi possono concedersi il lusso di scegliere le persone con cui lavorare e trascorrere intere giornate convivendo e interagendo con loro?

La maggior parte dei lavoratori passano la giornata feriale a contare le ore che li separa dall’orario di uscita dal luogo di lavoro, come se la vita ricominciasse alle 18.30… essi passano la settimana in attesa di arrivare al venerdì sera, vivendo solo 2 giorni alla settimana. Generalmente queste persone la domenica sera sono già tristi, perché li aspetta un’altra settimana interminabile, uguale a tutte le altre…

Ora immagina se ci si riuscisse a divertire durante il lavoro, ma lavorando in maniera professionale. Immagina come cambierebbe la tua vita se passassi tutto il tuo tempo lavorando giusto per il piacere di fare una cosa che ti piace. Giungere alla fine della giornata con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile, produttivo e creativo. Volgere lo sguardo ad un anno di lavoro trascorso e provare un senso di realizzazione per aver migliorato la vita ad altre persone, oltre che la propria, facendo un percorso di crescita personale e professionale. Pensa quanto sarebbe diverso svegliarsi un lunedì mattina dicendo: Che bello, un’altra settimana di lavoro mi aspetta!. Immagina la soddisfazione che si proverebbe a lavorare per un nobile ideale, una tradizione ancestrale di sviluppo e autoconoscenza, impressi nella figura dell’istruttore che in quel momento inverte la polarità ed inizia ad insegnare il Metodo  De Rose.

La professione di istruttore di questo metodo di sviluppo personale è estremamente motivante, creativa e di enorme realizzazione professionale. Viene eseguita in modo molto serio, etico e professionale. L’istruttore può scegliere il pubblico con cui desidera lavorare, poiché i posti liberi nelle scuole del Metodo DeRose sono limitati e si possono iscrivere solo persone educate, colte, raffinate, simpatiche e in buono stato di salute. Lavorare con questo profilo di pubblico è una particolarità fondamentale del Metodo De Rose, così come nelle arti marziali, danza, ecc. l’interessato deve possedere caratteristiche specifiche.

Nell’insegnare la nostra metodologia, l’istruttore è ‘obbligato’ ad essere sempre in buona
salute, felice, energico ed in perfetta forma, come conseguenza naturale non solo degli esercizi che insegna ed esegue, ma anche per via dello stile di vita seguito da tutti gli istruttori.

Per diventare istruttore del Metodo De Rose è necessario avere una perfetta identificazione con i valori della nostra proposta, avere la volontà di lavorare in maniera professionale, coerente con lo stile di vita trasmesso dalla Nostra Cultura. Questa professione non è destinata a chi non è d’accordo con i principi o le regole che reggono stabilmente la nostra Istituzione da più di 50 anni, o a coloro che non hanno voglia di lavorare seriamente, o a chi non possiede un senso etico evoluto o decida di optare per questo mestiere solo per il suo potenziale di ritorno economico. Se per l’interessato principi come gerarchia o lealtà non sono importanti, è meglio che mantenga il suo lavoro e continui solo in veste di alunno di questa filosofia di vita.

Poiché come istruttore, tutti i giorni dovrà trattare con le persone, siano esse colleghi o alunni, la capacità di gestire relazioni umane è fondamentale, molto più di qualsiasi altra capacità che già possieda. Prima di prendere la decisione di iniziare la formazione professionale, rifletti e pondera per arrivare a capire se questa è realmente la tua vocazione, se sei disposto a dedicarti integralmente al nostro stile di vita, senza voler adattare o contestare le norme, discutere sui modi di essere delle persone e dell’Istituzione. Tenta invece di osservare se la nostro stile di vita combacia già in modo perfetto con la tua personalità e il tuo modo di lavorare. Chiarisci ogni dubbio con il tuo istruttore: se il nostro movimento culturale potrebbe causare uno scontro con il tuo modo di essere, non forzarti a dover cambiare la tua personalità per adattarti ad un’arte che propone di aumentare la qualità di vita dell’Essere Umano.

Quando inizierai la formazione professionale, apprenderai concetti affascinanti a livello tecnico, etico e gestionale che saranno fondamentali per intraprendere la professione, ma il vero apprendimento inizia quando diventi istruttore e insegni il nostro sistema. Così come si impara a fare il pane infarinandosi le mani, allo stesso modo si imparerà a diventare un istruttore di successo facendo parte dello staff di una scuola.

Al termine del primo anno di formazione professionale, avendo osservato un comportamento idoneo, avrai l’opportunità di far parte dello staff di una scuola della nostra corrente e frequentare corsi ed eventi esclusivi per gli istruttori.

Il giusto cammino per diventare un istruttore della nostra impresa è seguire le raccomandazioni del proprio istruttore, che dal momento in cui verrai promosso negli esami diventerà il tuo monitore. Il primo passo è dedicarsi al corso di formazione con determinazione e tenacia. Quando il tuo istruttore ti riterrà perfettamente preparato, il passo successivo sarà fare gli esami nella tua Federazione. Una volta superati gli esami, che saranno convalidati annualmente, sarai ammesso in una scuola accreditata o certificata della nostra Istituzione. Per approfondire le tue conoscenze e mantenerti aggiornato, puoi avere l’opportunità di fare uno stage di un mese nella sede centrale in Brasile. Dopo questo stage (che richiede un aggiornamento annuale di una settimana), e dopo un periodo minimo di 4 anni in cui ci si dedica esclusivamente alla professione, dentro una scuola e con l’autorizzazione del proprio monitore, ti potrai aprire la tua scuola accreditata del Metodo De Rose, diventando imprenditore a titolo personale.

Carlo Mea

www.carlomea.it

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FATTIBILITÀ ECONOMICA

La professione di istruttore del Metodo De Rose ha un eccellente potenziale di ritorno economico. Aldilà di quello che l’istruttore riesce ad ottenere nella scuola, che è il focus del lavoro e della nostra filosofia di vita, potrà fare lezione anche nelle palestre, aziende, scuole, università, associazioni culturali, scuole di danza, di arti marziali, fare il personal trainer e molto altro.

Lavorando con professionalità, l’istruttore potrà guadagnare anche più della maggior parte dei laureati, ma ricordati che ci si può dedicare a questa professione solo se ci si identifica pienamente col funzionamento di questa Istituzione; se il tuo principale obiettivo è il potenziale finanziario, allora sei sulla strada sbagliata.

Nel Metodo DeRose la maggioranza degli istruttori vive un’eccellente qualità di vita e dopo alcuni anni di lavoro dedicato consegue l’obiettivo di aprire il suo proprio centro. Nei paesi dove sono state aperte scuole accreditate si è visto che i direttori dopo alcuni anni riescono a comperarsi l’immobile che anno dopo anno diventa più elegante, molte volte comprano gli spazi adiacenti per aumentarne la dimensione, quando non è possibile traslocano in spazi più grandi, ancora più belli e gli istruttori riescono a migliorare continuamente l’arredamento dello spazio.

Carlo Mea

www.carlomea.it



[1] Portogallo, Spagna, Regno
Unito, Francia, Italia, Brasile, Argentina, Cile e Stati Uniti.

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IL LAVORO NEL XXI SECOLO

Un atteggiamento negativo nei confronti del lavoro significa la morte in vita.

Luiz Almeida Marins Filho

Per le generazioni che ci hanno preceduto, era sufficiente terminare la scuola per trovare un buon lavoro. L’ambizione di tutti gli studenti, come dei propri genitori, era di trovare un buon impiego in una grande impresa. Chi finiva l’università, anche con una laurea triennale, aveva un’alta probabilità di trovare lavoro come avvocato, economista, ingegnere, ecc. Negli ultimi decenni si è assistito ad un profondo mutamento del panorama lavorativo, ma sfortunatamente ci sono molte persone che continuano ancora ad avere la visione del mondo di tanti anni fa.

In questo momento si sa che in quasi tutte le aree non si trovano impieghi sicuri. La scelta più sicura nella maggior parte delle aree professionali è mettersi in proprio, l’unico modo di accertarsi di non essere licenziati. I laureati si riversano sul mercato del lavoro in misura molto superiore a quanto esso sia in grado di assorbirli, generando un numero sempre più alto di laureati senza impiego. Secondo le statistiche della rivista Lavorare, chi più studia meno guadagna e meno trova lavoro. Questi dati mostrano che dopo un anno dalla laurea, la maggioranza non ha ancora trovato il suo primo impiego. Col passare degli anni le statistiche dipingono un panorama sempre più cupo per i laureati e più favorevole per le professioni tecniche e specializzate in un particolare settore. Il dato più incredibile riguarda la percentuale di disoccupazione che è più alta tra i laureati rispetto ai non laureati! Questo significa che, dopo aver passato almeno 5 anni della propria vita a terminare un corso di laurea, si diminuisce la probabilità di trovare lavoro!

E’ chiaro che chi vuole intraprendere una carriera come avvocato, medico, ingegnere, ecc. non troverà lavoro senza una laurea. Ma per molte altre professioni la laurea è completamente superflua, è una perdita di tempo e di energia. Questo attuale sfavorevole momento economico dell’Europa ha raggiunto vari settori del mercato del lavoro, ma in molte altre aree (come la nostra) invece di mancare il lavoro, mancano le persone per lavorare, il mercato è avido di un maggior numero di professionisti che si dedichino seriamente a vari settori. Le statistiche ci mostrano chiaramente che le professioni destinate ai laureati hanno una percentuale molto alta di disoccupazione, al contrario delle professioni tecniche e specializzate, come il caso dell’istruttore del Metodo De Rose.

Non stiamo affermando che si debba studiare poco, tutt’altro, per essere un professionista di successo in qualunque area bisogna dedicarsi a fondo e per tutta la vita. Lo studio è importante, ma per avere successo nella vita non è obbligatorio conseguire il diploma di studi superiori.

Per le generazioni precedenti, di alcuni decenni fa, bastava finire l’ultimo anno di scuola per ottenere un lavoro. Con il passare del tempo divenne sempre più importante frequentare almeno un corso di laurea triennale, che in poco tempo divenne di durata quinquennale. Ma oggigiorno non basta laurearsi, il titolo universitario si è screditato, tutti desiderano essere avvocati, medici, ingegneri…

Ma a cosa serve ottenere un buon titolo di studio se poi non si riesce a vincere nella vita? Al giorno d’oggi per poter ottenere un lavoro decente, dopo l’università è necessario un corso post-universitario, un master, una specializzazione, un dottorato, un corso all’estero e molte volte non basta. Ogni anno che passa, le esigenze diventano sempre maggiori e l’età in cui i giovani terminano di studiare si allunga inesorabilmente. Quando finalmente si accede al mondo del lavoro si è già nella mezza età, con la conseguente diminuzione della capacità di apprendimento.

Secondo le statistiche, delle 20 persone che hanno fatto più fortuna durante la loro vita (self made men), quasi nessuna ha la laurea e tutti hanno iniziato a lavorare molto presto. Questo fatto è spiegato dalla maggiore capacità in età giovane di apprendere e adattarsi a situazioni nuove. Il cervello di una persona giovane ha una capacità maggiore di assimilare informazioni e di generare nuove potenzialità. Per questo, quanto prima si comincia a lavorare, tanto maggiore sarà la probabilità di avere successo. Un ragazzo che inizia a lavorare a 18 anni, quando arriva ai 30 (età in cui molti concludono gli studi) già avrà maturato una carriera di 12 anni, durante i quali si trovava nel picco delle sue facoltà intellettive.

Carlo Mea

www.carlomea.it

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Allenamento speciale

Lunedì 5 marzo, alle 21:00, l’Istr. Carlo Mea terrà un allenamento speciale.

Il tema sarà la coscienza corporale.

Non mancare!!!

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