Archivi del mese: luglio 2013

L`attrice Cinzia Mascoli racconta come il Metodo De Rose ha trasformato la sua vita


“Il corpo e’ il mio strumento di lavoro. Nasco come attrice, poi mi
sono interessata anche alla scrittura e alla regia, realizzando tre
documentari. Nella mia formazione ho studiato danza. arti marziali,
nuoto; ho cercato e sperimentato – in Italia e all’estero – tecniche
di rilassamento che mi permettessero di eliminare, o almeno di
controllare, quegli stati di tensione che ogni volta che ero
sottoposta ad una prova arrivavano a bloccarmi il respiro. A pensarci
bene credo di aver scelto questo mestiere come una specie di terapia
d’urto, qualcosa che mi costringesse a confrontarmi con le mie paure,
con i miei limiti. Quando ero studentessa a Parigi, mi ricordo che un
maestro mi disse:”la cosa che desideriamo di piu’ come esseri umani e’
quella di esprimerci. La cosa di cui abbiamo piu’ paura e’ quella di
esprimerci”.

Quelle parole mi hanno aiutata a capire che non era un mio problema e
non era neanche un problema legato solo al mestiere che faccio. Tutti
nella vita, qualunque sia il mestiere che facciamo, siamo pieni di
paure e di giudizi che ci bloccano. Avevo capito qual’era il problema
ma non sapevo ancora come fare in modo che il mio corpo non fosse un
ostacolo contro cui lottare, ma uno strumento in grado di ricevere e
far fluire emozioni senza rimanere “schiacciata” in mezzo. Continuavo
a cercare senza trovare risposte adeguate. Un giorno di circa 7 anni
fa sono scesa nella palestra sotto casa e ho visto l’annuncio che
sarebbe iniziato un corso di yoga. In passato alcune amiche mi avevano
letteralmente “trascinato” ad una improbabile lezione di yoga da cui
ero rimasta traumatizzata. Quindi per me la parola “yoga’ era legata
ad un’esperienza negativa, da evitare per sempre. Ho dovuto superare
molte resistenze, ma poi ho pensato: non posso ritenere di conoscere
lo yoga solo perche’ ho avuto una prima brutta esperienza. Con questi
stati d’animo confusi sono andata a fare la mia prima lezione alla
Garbatella di “SwáSthya Yôga” con il Maestro Carlo Mea che pratica il
Metodo De Rose. Parafrasando il titolo di un film italiano di un
regista – Carlo Verdone – con cui avevo avuto il piacere di lavorare,
posso solo riassumere quell’incontro con un “Benedetto il giorno che
ti ho incontrato!”.

Ho sentito subito di essere a casa, ho sentito che
quello che avevo cercato per tanto tempo viaggiando in lungo e in
largo, l’avevo trovato sotto casa. Da quel giorno non ho mai smesso.

L’ho detto e continuo a dirlo a tutti i miei amici e colleghi. Ho
ancora molto da praticare e da imparare, continuo a sentire molte
tensioni nel mio corpo che mi bloccano, Ma ora sono consapevole che il
mio corpo e le mie emozioni mi indicano dove sono e dove posso ancora
andare e cioe’ dentro me stessa, avendo consapevolezza di ogni
muscolo, di ogni fibra, in ogni cellula, di ogni mia emozione. Un
posto che non avevo mai immaginato di poter raggiungere se non fossi
andata quel giorno nella palestra sotto casa. Un posto dove non ho mai
piu’ avuto paura. Grazie Carlo.

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