Archivi del giorno: 7 settembre 2011

LAVORARE CON PIACERE

Non ho mai lavorato un giorno in vita mia
– è stato sempre un divertimento.

Thomas Edison

Passiamo in media 8 ore al giorno a lavorare. Hai già pensato quanto sarebbe straordinario poter  trascorrere tutto questo tempo facendo qualcosa che ti piace? Osserva la maggior parte delle persone al lavoro: alle posta, in banca, nei negozi, in ufficio, etc… Vedrai persone scoraggiate,  demotivate, che lavorano giusto per  ricevere uno stipendio a fine mese… è un panorama deprimente. Se si passa gran parte della giornata eseguendo obblighi sgradevoli e di routine, per tutti i giorni della settimana, questi sentimenti di malcontento, frustrazione, demotivazione e routine si impregnano nella personalità del lavoratore, diventando un circolo vizioso dalla quale si riesce ad uscire solo cambiando la modalità con cui si occupa la giornata, e cioè cambiando lavoro.

Ci sono innumerevoli casi di depressione così come di gravi problemi di salute che sono somatizzati solo a causa della costante tristezza e della rassegnazione per fare qualcosa  che non ci piace, o per essere trattati male dal capo, o per non avere condizioni minimamente dignitose per lavorare, o per non essere riconosciuto né valorizzato come essere umano con le capacità per cambiare il mondo. Molti impieghi obbligano le persone a mentire e ingannare per proseguire nel proprio lavoro, causando un conflitto interno che si ripercuote nella salute e nella vita personale. Molti si arrendono all’idea che il lavoro è sacrificio, un obbligo che tutti dobbiamo sopportare per tutta la vita con lo scopo di pagare i conti. Ma ci sono lavori che rappresentano un’opportunità di sviluppo personale contribuendo a rendere felici, realizzati e con una aumentata qualità di vita.

Fai un conto matematico: moltiplica il numero delle ore che lavori  al giorno per il numero dei giorni che lavori al mese  e dopo moltiplica questo valore per 11, considerando che hai un mese di ferie all’anno. Adesso moltiplica per il numero di anni che ti mancano alla pensione. Osserva quanto tempo della tua vita (gli anni migliori) vanno persi per lavorare su qualcosa che non ci piace, quanto tempo vitale sprecato… Pensa che delle 24 ore del giorno, se si escludono le ore di sonno, quelle in cui si mangia e ci si sposta, il resto viene quasi interamente dedicato al lavoro e solo una piccola parte è rivolta alle passioni e alla vita privata, che risultano seriamente compromesse quando si ritorna dal lavoro stanchi e infelici. Considera che passi più tempo con il tuo capo e con i tuoi colleghi che con il tuo partner. Tutti siamo molto selettivi (o dovremmo esserlo) con il nostro partner e con gli amici, ma quanti di noi possono concedersi il lusso di scegliere le persone con cui lavorare e trascorrere intere giornate convivendo e interagendo con loro?

La maggior parte dei lavoratori passa la giornata feriale a contare le ore che li separa dall’orario di uscita dal luogo di lavoro, come se la vita ricominciasse alle 18.30… essi passano la settimana in attesa di arrivare al venerdì pomeriggio, vivendo solo 2 giorni alla settimana. Generalmente queste persone la domenica sera sono già tristi, perché li aspetta un’altra settimana interminabile, uguale a tutte le altre…

Ora immagina se ci si riuscisse a divertire durante il lavoro, ma in maniera seria e professionale. Immagina come cambierebbe la tua vita se passassi tutto il tuo tempo lavorando per il piacere di lavorare. Giungere alla fine della giornata con la soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile, produttivo e creativo. Volgere lo sguardo ad un anno di lavoro trascorso e provare un senso di realizzazione per aver migliorato la vita a tante persone, oltre che la propria, raggiungendo un traguardo evolutivo più elevato. Pensa quanto sarebbe diverso svegliarsi un lunedì mattina dicendo: “Che bello, un’altra settimana di lavoro mi aspetta!”.  Immagina la soddisfazione che si proverebbe  a lavorare per un nobile ideale, una tradizione ancestrale di forza , potere ed energia impressi nella figura dell’istruttore che in quel momento inverte la polarità e inizia ad insegnare il Metodo  DeRose.

La professione di istruttore del Metodo DeRose è estremamente divertente, creativa e di grande realizzazione professionale. Viene eseguita in modo molto serio, etico e professionale. L’istruttore può scegliere il pubblico con cui desidera lavorare, poiché i posti liberi nelle Unità del Metodo DeRose sono limitati e si possono iscrivere solo persone educate, colte, raffinate, simpatiche e in buono stato di salute. Lavorare con questo profilo di pubblico è una particolarità fondamentale del Metodo DeRose, così come nelle arti marziali, sport di combattimento , danza, etc. l’interessato deve possedere caratteristiche specifiche.

Nell’insegnare la nostra metodologia, l’istruttore è “obbligato” ad essere sempre in buona salute, felice, energico ed in perfetta forma, come conseguenza naturale non solo degli esercizi che insegna e dimostra, ma anche per via dello stile di vita seguito da tutti gli istruttori.

Per diventare istruttore del Metodo DeRose è necessario avere una perfetta identificazione con i valori della nostra proposta, avere la volontà di lavorare in maniera professionale, coerentemente con l’ideale di vita insegnato dal Maestro DeRose. Questa professione non è destinata a chi non è d’accordo con i principi o le regole che reggono stabilmente la nostra Istituzione da più di 50 anni, o a coloro che non hanno voglia di lavorare seriamente, o a chi non possiede un senso etico evoluto o decida di optare per questa scelta solo per il suo potenziale ritorno economico. Se per questa persona principi come gerarchia o lealtà non sono importanti è meglio che mantenga il suo lavoro e continui solo in veste di alunno di questa filosofia di vita.

Poiché come istruttore, tutti i giorni dovrà trattare con le persone, siano esse colleghi o alunni, la capacità  di gestire relazioni umane è fondamentale, molto più di qualsiasi altra
capacità che già possiede. Prima di prendere la decisione di iniziare la formazione professionale, rifletti e pondera per arrivare a capire se questa è realmente la tua vocazione, se sei disposto a dedicarti integralmente al nostro stile di vita, senza voler adattare o contestare le norme, discutere sui modi di essere delle persone e dell’Istituzione. Tenta invece di osservare se la nostra cultura si combina già in modo perfetto con la tua personalità e il tuo modo di lavorare. Chiarisci ogni dubbio con il tuo istruttore se il nostro movimento culturale potrebbe causare uno choc al tuo modo di essere; in questo caso non forzarti a dover cambiare la tua personalità per adattarti ad un’arte che propone di aumentare la qualità di vita dell’Essere Umano.

Quando inizierai la formazione professionale, apprenderai concetti affascinanti a livello tecnico, etico e gestionale che saranno fondamentali per intraprendere la professione, ma il vero apprendimento inizia quando diventi istruttore e insegni il nostro sistema. Così come si impara a fare il pane infarinandosi le mani con la pasta, allo stesso modo si imparerà a diventare un istruttore di successo facendo parte dell’equipe di una Unità.

Al termine del primo anno di formazione professionale, avendo osservato un comportamento idoneo, avrai il privilegio di far parte di squadra di lavoro in una scuola della nostra corrente, frequentare corsi ed eventi esclusivi per gli istruttori, avvicinarti al Maestro DeRose, fare lo stage professionale nella sede di San Paolo, dove vive il codificatore del Metodo. Una opportunità unica per trasformare la tua vita e diventare una persona più felice e realizzata.

Il giusto cammino per diventare un istruttore della nostra impresa è seguire alla lettera le raccomandazioni del proprio istruttore, che dal momento in cui superi gli esami diventerà il tuo monitore, e in futuro il tuo supervisore, cioè un istruttore col grado di Maestro scelto per orientarti. Il primo passo è dedicarsi al corso di formazione con determinazione e tenacia. Quando il tuo istruttore ti riterrà pronto e preparato, il passo successivo sarà fare gli esami nella tua Federazione. Una volta superati gli esami, che saranno rinnovati annualmente, sarai ammesso in una Unità Accreditata e Certificata. Per approfondire le tue conoscenze e mantenerti aggiornato, puoi avere l’opportunità di fare uno stage di un mese nella sede centrale a San Paolo. Dopo questo stage (che richiede un aggiornamento annuale di una settimana), e dopo un periodo di 4 anni in media in cui ci si dedica esclusivamente alla professione, dentro una Unità, e con l’autorizzazione del proprio monitore, ti potrai aprire la tua scuola Accreditata e Certificata del Metodo DeRose, diventando imprenditore e padrone della tua impresa.

Carlo Mea

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