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Alimentazione intelligente

Noi siamo quello che mangiamo

Ludwig Feuerbach (filosofo)

Domenica 10 gennaio ci sarà il corso di Alimentazione Intelligente, tenuto dall’Istruttore Carlo Mea, dove potrai imparare come migliorare la tua alimentazione per aiutarti nel tuo percorso di sviluppo personale trasmesso dal Metodo De Rose.

Il modo migliore per capire qual è l’alimentazione ideale per ogni persona è fare l’esperienza su se stesso. Prova per un mese a togliere dalla tua alimentazione gli alimenti più dannosi ed intossicanti (carne, pesce, frutti di mare), elimina anche fumo e alcol e vedrai come dopo pochissimo tempo cambia l’aspetto della pelle, il corpo diventa più leggero, le tensioni si riducono al minimo, l’energia aumenta, il sonno è più tranquillo e profondo, per non parlare delle emozioni che migliorano drasticamente.
È impossibile avvertire mancanze nutritive in una alimentazione lattovegetariana o ovolattovegetariana che sia anche minimamente variata.

Tutto quello che devi sapere per avere una alimentazione sana, pulita e gustosa.

Per informazioni e prenotazioni

Carlo Mea 3402687390

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Carlo Mea

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Buon anno!

Ci aspetta un anno straordinario, pieno di corsi, eventi, novità e sorprese:

il 10 gennaio, corso di alimentazione intelligente, con l’Istr. Carlo Mea, Presidente dell’Associazione dei Professionisti di Yôga dei Parioli.

Il 17 gennaio, corso di riprogrammazione emozionale, con il Prof. Luís Lopes, Presidente della Federazione di Yôga del Nord del Portogallo.

Il 24 gennaio corso di visualizzazione con l’Istr. Carlo Mea.

E per chiudere il mese alla grande ci sarà il corso di Pránáyáma (esercizi respiratori) con il Maestro Carlos Cardoso, dopo il grande successo del suo corso sui chakra a giugno.

In seguito ad un mese pieno di corsi affascinanti, a febbraio ci sarà l’attesissima apertura della prima scuola del Metodo De Rose in Italia, in viale Parioli, 72. Non è ancora aperta e ci sono già tantissime prenotazioni per le prime iscrizioni!

A tutti gli istruttori e praticanti del Metodo De Rose nel mondo auguro un 2010 pieno di amore, successo e felicità!

Carlo Mea

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L’energia degli alimenti

L’ing. francese Andrè Simoneton (gravemente ammalato e senza speranza di guarigione, riacquistò la salute con il vegetarianismo) era un esperto in elettromagnetismo, e negli anni ’30 e ’40 collaborò allo studio della vibrazione degli alimenti utilizzando i lavori di altri importanti ricercatori. Ogni alimento, come ogni essere vivente, oltre ad avere un potere calorico (chimico-energetico) ha anche un potere elettromagnetico (vibrazionale). Servendosi di apparecchiature scientifiche, misurò la quantità di onde elettromagnetiche degli alimenti, classificandoli in base a queste.

Biofisica alimentare

Per definire la condizione di “buona salute”, la cosa migliore da fare è esprimersi in termini di energia funzionale, una forma di corrente nervosa, anche chiamata bioelettricità, che fornisce gli impulsi necessari al movimento degli arti ed alla vitalità di tutte le cellule che costituiscono il nostro organismo. L’elettricità è definita come “un’onda di elettroni che sono costretti a muoversi da atomo ad atomo”.

Vi sono molti modi per creare dell’elettricità, quella nel nostro organismo è causata da reazioni chimiche (come quando si carica una batteria) che avvengono nelle cellule; tale processo prende il nome di ossidazione. L’ossidazione avviene come conseguenza dell’assorbimento di ossigeno e nutrimento da parte delle cellule. Nel momento che l’ossigeno e gli elementi nutritivi giungono al loro nucleo, e ne diventano parte integrante, viene a crearsi una minuscola corrente elettrica che ammonta a circa un 50-milionesimo di Volt.

Questa corrente, anche se appare assai debole, è sufficiente per mantenere in vita una cellula e, quando si combina con quella di altre cellule (come accade nel cervello), diventa sufficiente per causare un flusso di energia nervosa che, qualora diretto verso una parte dell’organismo, prende il nome di “impulso nervoso” e può produrre un’azione. Siccome sono gli alimenti che assumiamo che permettono la generazione di questa energia, spetta agli stessi il compito di mantenere l’integrità termica, chimica, strutturale e funzionale del corpo.

Questi quattro fattori sono ugualmente importanti ma, purtroppo, solo i primi tre sono stati presi nella dovuta considerazione. Quanto il cibo, possa essere correlato alla generazione dell’energia che mantiene le attività funzionali del corpo, è stato infatti un argomento alquanto trascurato.

Se sei interessato all’argomento troverai maggiori informazioni al sito: www.procaduceo.org

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Intervista al Professore Umberto Veronesi

Professore, Lei da quanto tempo è vegetariano?
Da sempre, o meglio da quando ho iniziato a scegliere la mia alimentazione. La mia famiglia era di origine contadina e io ho trascorso la mia infanzia in campagna, circondato da vitelli, agnelli, puledri, e tanti animali che consideravo i miei amici. Crescendo, il solo pensiero del loro sacrificio è diventato per me inaccettabile. La mia scelta vegetariana è perciò una scelta etico-filosofica. Ho il massimo rispetto per la vita in tutte le sue forme, specie quando non può far valere le proprie ragioni. Il cibo per me è una forma di celebrazione della vita, un premio dopo la fatica e un momento di gioia autentica, come lo era appunto da bambino. Per questo non mi piace celebrare la vita negando la vita stessa ad altri esseri viventi. Sono contrario ad ogni forma di violenza, anche quella esercitata nei confronti degli animali da allevamento quando vengono torturati: immobilizzati per impedire il movimento, ingozzati di cibo e anche percossi crudelmente (come succede in Giappone) perché la loro carne sia più grassa e bianca al momento del macello. L’uomo è davvero l’animale più crudele.
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Perché dobbiamo diventare vegetariani?
Non si tratta di un dovere ma di una libera scelta, ispirata dal rispetto per la vita e dalla solidarietà verso gli esseri viventi. E intendo anche gli uomini, quelli più indigenti, che soffrono la fame. Oggi abbiamo sufficienti dati per confermare che ridurre il consumo di carne nel mondo occidentale può contribuire a ridurre la scarsità di cibo e di acqua nei Paesi più poveri. Perché in realtà i prodotti agricoli sarebbero sufficienti a sfamare tutti se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento, perché i terreni destinati al pascolo potrebbero essere coltivati e dare più alimenti, perché per produrre un chilo di carne occorrono 20.000 litri d’acqua.
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Ci sono i vantaggi per la salute? E quali? E svantaggi?

Non ci sono dubbi che un’alimentazione povera di carne e ricca di vegetali sia più adatta a mantenerci in salute. Attraverso tutti gli alimenti che ingeriamo, noi immettiamo nel nostro organismo una certa quantità delle sostanze tossiche solubili disperse nell’ambiente. Queste sostanze si accumulano più facilmente nel tessuto adiposo, dove rimangono per molto tempo esponendoci più a lungo ai loro effetti tossici. Frutta e verdura sono alimenti poverissimi di grassi e ricchi di fibre: queste, agevolando il transito del cibo ingerito, riducono il tempo di contatto con la parete intestinale degli eventuali agenti cancerogeni presenti nella dieta quotidiana. Non è così per gli alimenti di origine animale. Quando ingeriamo una quantità eccessiva di calorie sottoforma di proteine, grassi e zuccheri, queste vengono convertite in molecole di trigliceridi e accumulate nel tessuto adiposo come depositi di riserva. È proprio qui, nel grasso corporeo, che più facilmente si accumulano le sostanze dannose presenti nell’ambiente. Ecco perché esiste una correlazione tra diete ricche di grassi saturi (provenienti da fonti animali) e alcuni tumori. Frutta e verdura invece, oltre a contaminarci molto meno degli altri alimenti, sono scrigni di preziose sostanze come vitamine, antiossidanti e inibitori della cancerogenesi (come i flavonoidi gli isoflavoni), che consentono di neutralizzare gli agenti cancerogeni, di “diluirne” la formazione e di ridurre la proliferazione delle cellule malate. Non solo quindi possiamo consumarne in abbondanza, ma dobbiamo anzi farlo quotidianamente per assicurarci un’adeguata protezione.
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I vegani che non si nutrono di nulla di origine animale, rappresentano la fascia estrema dei vegetariani, non sono esagerati?

Filosoficamente i vegani vanno oltre la solidarietà e la non violenza di cui abbiamo parlato. Dal punto di vista della salute, penso che le uova, il latte e i suoi derivati o il miele sono utili all’organismo. Dunque rispetto la loro posizione, ma non mi sentirei di promuoverli presso tutta la popolazione, come invece penso sia giusto fare con il vegetarianesimo.
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Ma la carne è davvero così dannosa per l’organismo?

Come ho detto prima, i danni derivano non tanto dalla carne, quanto da un consumo eccessivo di grassi di origine animale: questi grassi possono favorire l’insorgere di alcuni tipi di tumore perché veicolano facilmente i residui dei pesticidi, erbicidi e fungicidi che si usano in agricoltura, il fall-out radioattivo, il benzopirene che emana dalle città inquinate. Inoltre anche il modo di trattare la carne può essere importante: per esempio, se sottoposta a temperature molto elevate, può denaturarsi e produrre idrocarburi cancerogeni.
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Senza carne che cosa bisogna mangiare per un’alimentazione corretta ed equilibrata?

Basta seguire una dieta il più possibile variata, ricca di frutta, verdura, carboidrati, con pochi grassi e poco alcol e ben bilanciata, vale a dire che contenga tutti gli elementi nutritivi fondamentali come zuccheri, proteine (contenute ad esempio nei legumi), vitamine, ferro, calcio.
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Alcuni pediatri sostengono che togliere la carne ai bambini potrebbe essere dannoso per il loro sviluppo. E’ vero?
Io non sono d’accordo. Considerando il fatto che in termini evoluzionistici l’uomo è un primate, e che noi abbiamo mantenuto le caratteristiche metaboliche fondamentali dei primati che sono rimasti vegetariani, comprendiamo dunque come il nostro organismo sia programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci può in alcun modo indebolire, e lo prova il fatto che un neonato nei primi mesi quadruplica il peso che aveva alla nascita nutrendosi solo di latte. La carne poi, l’abbiamo visto prima, non è indispensabile alla nostra alimentazione, nemmeno durante lo svezzamento, perché si possono trovare gli elementi nutritivi indispensabili anche in altri cibi.
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Omg, insetticidi, pesticidi, falde acquifere e terreno inquinati compromettono gravemente il mondo vegetale. Che fare?

Non dobbiamo confondere le colture Ogm con le sostanze inquinanti disperse nell’ambiente e con i pesticidi. Sui prodotti Ogm e sul rischio che possano produrre per la salute dell’uomo, l’esperienza su base scientifica maturata negli ultimi anni può tranquillizzare tutti. Recentemente la Commissione Europea ha presentato i risultati di 15 anni di ricerche, che dimostrano che i prodotti delle colture Ogm sviluppate fino a oggi non hanno mostrato alcun nuovo rischio per la salute umana o per l’ambiente. Anzi, l’utilizzo mirato delle modificazioni genetiche può preservare la pianta dall’utilizzo invasivo di pesticidi e di altre sostanze nocive usate per combattere i parassiti. Per quanto riguarda poi i pesticidi, un gruppo di esperti incaricati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito le quantità massime accettabili dei più importanti; su queste si basa la legislazione internazionale che stabilisce la quantità giornaliera autorizzata (ADI accetable daily intake) di queste sostanze. La legge quindi tutela i consumatori contro l’uso eccessivo dei pesticidi. Il mondo vegetale è più minacciato che in passato, ma anche più protetto. Infine, per quanto riguarda in generale le sostanze inquinanti diffuse nell’acqua e nei terreni, la miglior difesa è comunque l’abitudine a mangiare poco, perché meno sostanze ingeriamo meno rischi corriamo. Sembra banale, ma un’alimentazione frugale è importante per stare bene. Noi mangiamo per conservare la vita e il nostro organismo preleva calorie dai depositi di grasso, che vengono prudentemente immagazzinati quando ci si nutre. La salute sta nel mantenere in equilibrio questo processo di entrate ed uscite. Basta per esempio alzarsi da tavola sempre con un po’ di appetito.
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Lei intende condurre una battaglia in Senato a favore del vegetarianesimo, in che modo?
Non mi piace parlare di battaglia: non c’è nulla da combattere. Parlerei piuttosto di una campagna educativa per l’etica e la salute. Il mio intento è promuovere la cultura vegetariana nel Paese.

Intervista concessa dal Professore Umberto Veronesi
al settimanale Gente del 6 giugno 2009

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Le proteine nell’alimentazione vegetariana

Sulla base dei numerosi studi di popolazioni disponibili nella letteratura scientifica, la principale associazione di nutrizionisti americani, l’American Dietetic Association (5), afferma che le diete vegetariane o vegane correttamente seguite e bilanciate sono in grado di fornire all’organismo un perfetto apporto proteico.

Molto interessanti al riguardo anche gli studi epidemiologici condotti sulla popolazione rurale cinese (18 -19)(si veda in particolare “Science” del maggio 1990), che hanno ampiamente evidenziato come un apporto proteico in larghissima parte di fonte vegetale soddisfi in pieno le esigenze nutrizionali anche di chi svolge usualmente lavori pesanti.

“Un preconcetto da sfatare, quindi, quello della (presunta) carenza proteica nei vegetariani: tutti gli aminoacidi essenziali possono essere facilmente introdotti con alimenti tra loro complementari, già esistenti nella cucina italiana tradizionale”, afferma la dr.ssa Luciana Baroni, specialista in Geriatria, Gerontologia e Neurologia, dirigente medico presso l’ospedale Villa Salus di Mestre e Presidente in carica della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, Milano. Spiega la stessa dr.ssa Baroni: “Spesso si sente affermare che le proteine animali sarebbero proteine “nobili” diversamente da quelle contenute nei vegetali. In realtà questa affermazione ha ben poco fondamento. Infatti tutte le proteine sono costituite da aminoacidi, alcuni dei quali possono essere sintetizzati dall’organismo umano mentre altri (gli aminoacidi essenziali) devono necessariamente essere introdotti con l’alimentazione. Le proteine contenute nei cibi animali contengono da sole tutti questi aminoacidi nelle giuste proporzioni (quindi per i vegetariani il problema non si pone neppure, dal momento che assumono uova e derivati del latte).

Per i vegani invece è necessaria una maggior attenzione nella pianificazione della dieta, per essere certi di introdurre in giuste proporzioni questi aminoacidi”.

Come deve regolarsi, nella dieta di tutti i giorni, chi voglia seguire un’alimentazione propriamente vegana che garantisca un ottimale apporto proteico? Abbiamo chiesto alla dr.ssa Baroni di illustrare ai nostri lettori quali siano gli accorgimenti da seguire, che si basano su semplici principi nutrizionali. “Chiunque assuma nell’arco della giornata dei cereali (pane, pasta, riso, etc.) e legumi (come i fagioli, le lenticchie, i ceci,etc.) è in grado di ottenere facilmente tutti gli aminoacidi necessari nelle giuste quantità e proporzioni (5, 24). Parliamo poi di giuste quantità (il fabbisogno proteico giornaliero dell’adulto è solo di 1 grammo di proteine per Kg di peso corporeo al giorno). Le diete attualmente in uso nella popolazione sono francamente iperproteiche e dannose per la salute.”

L’alimentazione vegana soddisfa pienamente questa esigenza, a patto che l’apporto calorico complessivo sia adeguato (20-22). La soia è poi l’unico legume in grado di fornire da solo tutti gli aminoacidi necessari nelle giuste proporzioni (24), ma è controproducente assumerne eccessive quantità. I vegetariani che mangiano latticini e uova assumono ovviamente le stesse proteine animali della carne. Il vantaggio di ricavare le proteine dai vegetali, anziché dai cibi animali – sottolinea poi il presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – è che, così facendo, si possono soddisfare i propri fabbisogni alimentari senza introdurre colesterolo e grassi saturi, notoriamente deleteri per la salute e presenti in tutti i cibi animali (5 – 6). Inoltre le proteine animali, a differenza di quelle vegetali, aumentano considerevolmente l’escrezione di calcio e di conseguenza il rischio di osteoporosi (25-28).

Secondo alcuni studi il consumo di queste proteine aumenterebbe anche il rischio di contrarre patologie cardiovascolari e il diabete anche per bambini.

estratto dal sito www.scienzavegetariana.it

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