Comportamento da eroe

zanardi

Un eroe è un individuo comune che
trova la forza per perseverare e resistere
nonostante i travolgenti ostacoli.

Christopher Reeve

Nel 2001, il pilota emiliano Alex Zanardi subisce un violentissimo incidente durante una gara. La sua macchina viene tagliata a metà, così come il suo corpo che soffre un’amputazione immediata e completa delle gambe, soffrendo un’emorragia quasi mortale che gli ha lasciato meno di un litro di sangue nel corpo. Sopravvissuto contro ogni previsione medica, dopo sette arresti cardiaci, quindici interventi e l’uso di protesi al posto delle gambe, Alex non perde mai il sorriso e la sua grinta, riprende le gare automobilistiche e negli ultimi anni conquista diverse medaglie d’oro nelle competizioni di Handbike ai giochi Paralimpici.

Più impressionante ancora della sua incredibile sopravvivenza e recupero è stata la sua reazione positiva e combattiva alla tragedia che ha superato e l’atteggiamento lieve e perfino scherzoso sulla sua condizione fisica (ora non rischio più di buscarmi un raffreddore camminando scalzo). Oggi va spesso nelle scuole ed università per insegnare ai ragazzi come affrontare la vita e le sue avversità in maniera più costruttiva ed orienta i giovani a superare le sfide, invece di lagnarsi rimanendo fermi nell’inerzia passiva e dare la colpa ad altri.

Invece di piangersi addosso e lamentarsi dell’olio sulla pista, del pericolo del suo vecchio mestiere, della sfortuna, ecc., ha saputo far fronte all’accaduto come una gara da vincere e con la forza di un campione: quando mi sono svegliato ho guardato la metà che è rimasta, non la metà che è andata persa. Che esempio! Ora facciamo un paragone tra l’atteggiamento del grande Zanardi e la maggioranza delle persone che conosci: hanno tutto per essere felici, godono di buona salute, non gli manca niente, eppure si lamentano, vivono una vita sbiadita, fanno le vittime di situazioni che loro stessi hanno provocato e di cui danno la colpa ad altri fattori come il paese, la crisi o la società. Basterebbe un cambiamento dentro la loro testa per uscire dalla loro miseria esistenziale e vivere una vita felice ed appagata.

E tu, di cosa ti lamenti? Secondo te hai dei veri e propri problemi? Non reclamare mai, se hai salute ed un tetto, hai tutto quello che ti serve per essere felice. Per diventarlo basta decidere di esserlo, la vera felicità nasce dentro di te, non fuori. Non basare la tua felicità su un’altra persona, o su qualcosa che vuoi avere o raggiungere, ma cerca di essere felice a prescindere da ciò che hai e da chi ti circonda.

Chi reclama, alimenta le stesse emozioni e pensieri che sono spesso l‘origine di ciò che si lamenta. Attirare la compassione degli altri attraverso il proprio stato di malessere rende le radici del proprio disagio più profonde, senza il quale la persona non crede di avere l’attenzione ed affetto altrui. Migliorando la sicurezza personale e l’autostima, la persona perde la tendenza comportamentale di voler colmare carenze affettive con l’autocommiserazione ed il compatimento degli altri.

Chi vuole mantenere il benessere e la qualità della vita deve valorizzare il convivio con persone attive e costruttive, che non dimostrino tendenza a lamentele e vittimismo. Reclamare è mancanza di educazione ed anche di intelligenza, perché non fa altro che aggravare la circostanza avversa e rendere la propria compagnia sgradevole agli altri. Se sei tendenzialmente portato alle lamentele, in poco tempo le persone costruttive e vincenti nella vita cominceranno ad evitarti, ragion per cui ti circonderai di persone caratterialmente identiche a te, creandosi un giro di lamentele insopportabile a qualsiasi persona lucida.

Affrontando gli ostacoli della vita, è fondamentale essere consapevole che il tuo atteggiamento di fronte all’avversità ha un ruolo decisivo per il suo superamento. Perfino quando gli ostacoli aumentano e sembrano insormontabili, affrontali come protagonista e responsabile della tua vita, invece di sottometterti alla posizione passiva di una vittima delle ingiustizie del mondo.

Siccome non si possono modificare le leggi dell’Universo, spetta ad ogni persona imparare ed assorbire queste leggi ed usarle per migliorare la sua vita e realizzare ciò che desidera. Il giusto atteggiamento mentale ci porta verso una vita piena di realizzazioni, mentre l’abitudine di usare le circostanze esterne come scusa conduce ad una vita deprimente e piena di frustrazioni.

Chi si lamenta continuamente vuole evitare di migliorare se stesso ma pretende, invano, che siano gli altri o la propria realtà a cambiare. Aspettando che sia il mondo a cambiare, il vittimista sprofonda passivamente nella propria ‘disgrazia’, attribuendola agli altri e pone l’enfasi sui propri problemi, aumentandoli e rimanendo bloccato per trovare le soluzioni. Riflettere su come trasformare la propria vita per superare l’avversità ed evitare che si ripeta è un comportamento più nobile e ragionevole. La strada intelligente è adottare il giusto atteggiamento mentale ed un piano strategico di azioni mirate alla soluzione ottimale, invece di incrociare le braccia cercando scuse e persone colpevoli.

Non lamentarti mai, la tua vita è uno specchio di te stesso: la tua salute è il riflesso della qualità delle tue abitudini di vita; le tue relazioni personali rispecchiano il tuo carattere; il tuo stato professionale ed economico sono una conseguenza delle tue decisioni ed azioni anteriori, oltre alle tue capacità personali. Dunque prima devi migliorare te stesso per osservare dopo il miglioramento nella tua vita.

Chi si lamenta sempre ha un comportamento simile al neonato che, ogni volta che sente sconforto, provocato da fame, sete, caldo, freddo, ecc., piange in modo che qualcuno – dall’esterno – arrivi e risolva il suo disagio. Che un bambino piccolo reagisca così è perfettamente normale dato che non è ancora capace di superare da solo il suo malessere, però è un atteggiamento infantile ed inefficace continuare a comportarsi così da adulti, lagnandosi ed aspettando passivamente che dall’esterno arrivi la soluzione al proprio malessere.

Il Maestro De Rose riassume questo concetto con una frase di grande lucidità: la soluzione non è reclamare contro persone o circostanze per cercare di cambiarle ma sì educare se stesso per adattarvisi. Anche il Papa Francesco ci insegna con una perla di saggezza: non cerchiamo rifugio nelle lamentele: ci fanno male perché queste tolgono la speranza, tolgono l’orizzonte e ci chiudono come un muro. E da lì non si può uscire.

E tu, ti stai comportando da eroe, o invece ti lamenti, fai la vittima, sei negativo, pessimista e “rompi” chi ti sta vicino?

Carlo Mea
Presidente della Federazione Italiana del Metodo DeRose
www.CarloMea.it

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Alta performance con il Metodo DeRose

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Liberati… e vola alto!

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Nella foto, Sandro Nowacki, imprenditore del Metodo DeRose.

Se volete volare alto insieme con le aquile,
non potete razzolare con le galline.

Brian Tracy

Un giorno Albert Einstein si confrontò con un fenomeno davvero sconvolgente: osservò che tra le particelle esisteva una specie di interazione a distanza che violava addirittura le leggi della fisica, in particolare la sua importantissima legge della relatività. Questo fenomeno fu talmente sconcertante per il brillante scienziato che lo chiamò paradosso EPR , dato che non riuscì mai a spiegarlo. Questo paradosso è tra le scoperte più inquietanti della fisica: dopo innumerevoli esperimenti, i fisici hanno osservato che le particelle subatomiche (fotoni, protoni, ecc.), gli atomi e perfino le strutture più complesse della materia, quando cambiavano il loro comportamento, modificavano immediatamente il comportamento di tutte le altre strutture con le quali avevano avuto qualche tipo di interazione nel passato.

Approfondendo queste ricerche, i fisici hanno visto che l’influenza tra le particelle è maggiore quanto più stretto è stato il legame tra le due nel passato, a prescindere dal tempo trascorso e dalla distanza che le separa. Questo affascinante paradosso è stato confermato con avanzati esperimenti della fisica contemporanea: facendo interagire intimamente due particelle – come due elettroni, per esempio – dopo averle separate e portate in due punti molto distanti, cambiando il comportamento di una delle due, l’altra cambia simultaneamente, senza esserci nessuna comunicazione tra di loro e nemmeno un ritardo nel tempo di risposta della seconda particella, che contraddice la propria legge della relatività. Questa infatti afferma che niente (nemmeno l’informazione) nell’Universo può viaggiare ad una velocità superiore alla velocità della luce. Ossia, la distanza non provoca un periodo di tempo nella reazione e questo fenomeno va molto oltre quello che la fisica attualmente riesce a spiegare.

Ma qual è l’utilità pratica di questo fenomeno nella nostra vita quotidiana? Se già questo strano comportamento degli elettroni ti ha sorpreso, adesso rimarrai a bocca aperta: attraverso esperimenti fatti con elettroencefalogrammi, descritti nel libro Entangled Minds, il fisico Dean Radin ha scoperto che questo fenomeno si verifica anche negli esseri umani! Nello stesso modo come due particelle che siano legate si condizionano reciprocamente, anche le persone interferiscono su tutte le altre con le quali hanno avuto a che fare nel passato, attraverso le loro azioni, emozioni e pensieri.

Nonostante negli esseri umani questi fenomeni siano più complessi da misurare, le scoperte recenti dimostrano che ogni persona è fortemente condizionata dal comportamento di tutte le persone con le quali si è creato un legame nel passato, in particolare se si tratta di relazioni familiari, affettive o intime, a prescindere dal tempo trascorso dal legame e dalla distanza fisica che separa le due persone. Volente o nolente, sarai per sempre legato a tutte le persone con cui hai avuto a che fare fino ad oggi. Perfino quella persona con cui hai avuto una relazione intima 20 anni fa e non ti ricordi nemmeno il nome né il viso ed abita dall’altra parte del mondo continuerà a influenzarti e viceversa. Lo so che preferisci non crederci e pensare che la scienza si è sbagliata, appunto perché non ti conviene che sia vero, ma io ti suggerisco di adattarti alla realtà e di prendere le giuste misure per evitare condizionamenti ‘inconvenienti’ nel futuro. Se nel passato ti sei coinvolto con persone che vorresti non aver mai conosciuto, non disperare: esistono tecniche specifiche per liberarti da questi reciproci legami.

L’utilità più importante di queste scoperte sono le conclusioni concrete a cui ci porta: fare del male o avere pensieri o emozioni sgradevoli riguardo ad un ex compagno, vecchio amico o parente è fare indirettamente del male a te stesso, perché il benessere o malessere di quella persona ha una forte influenza su di te. Un’altra lezione importante è che il modo più facile di essere felice è rendere più felici le persone che ti stanno vicine e circondarti unicamente di persone felici. Anche il reciproco è vero: se vuoi rendere più felici le persone a te più care, cerca di diventare una persona più felice. Ma l’insegnamento chiave di questo testo è innalzare l’importanza di essere più selettivo con le persone con le quali decidi di relazionarti in qualsiasi area della tua vita, perché avranno un’influenza vitale sulla tua salute, benessere, felicità e sviluppo personale.

Se desideri veramente crescere, stai vicino alle persone felici, attive, lucide e vincenti, quelle che realizzano e ti arricchiscono dentro, non perdere tempo con i pessimisti, i vittimisti, le persone vuote, futili, poco etiche, negative e che si lamentano. Se frequenti serpenti, impari a strisciare, se frequenti aquile, impari a volare! Convivendo da vicino con una persona, sia un partner, amico o collega, si finisce spesso per assimilare, per osmosi, abitudini e caratteristiche di quella persona attraverso l’identificazione ed il coinvolgimento emozionale. Dunque è meglio che ti circondi di persone che hanno buone qualità per generare in te gli stessi pregi. Già Niccolò Machiavelli ci insegnava che il primo modo per valutare l’intelligenza di un principe è vedere di quali uomini si circonda.

Sii selettivo con gli amici e con il partner che scegli, perché condizionano la tua vita. Ma anche con i film che vedi, che influenzano le tue emozioni; con gli alimenti che mangi, che costruiscono il tuo corpo; e con i libri che leggi, che nutrono la tua mente.

Testo dedicato a Barbara e Daniela Dell’Aquila
Scritto da Carlo Mea, Presidente della Federazione Italiana del Metodo DeRose
www.CarloMea.it

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Veni Vidi Vici

venividivici

STRATEGIE PER VINCERE

Inseguire un traguardo senza fermarsi,
questo è il segreto del successo.

Ana Pavlova

In questo testo viene esposto un concetto più ampio della vittoria, quella in cui non vinci sull’altro, ma in cui vinci con l’altro; invece di far perdere l’altra persona, si cerca di vincere insieme, anziché cercare il vinco / perdi, si trova la strategia migliore per il vinco / vinci. Nella vita personale si ottiene cercando il risultato che soddisfi entrambi, spostando il focus della soluzione verso le aspettative, obiettivi e bisogni delle due o più persone, invece di quelli solamente suoi.

Vincere nella vita professionale rappresenta il modo migliore di dare l’esempio agli altri con i fatti, di dimostrare che si può fare, che inseguendo i propri sogni con determinazione e la giusta strategia questi possono diventare reali. Avere successo personale è un modo di motivare gli altri a crescere per raggiungere, a loro volta, il loro.

La vittoria ideale è quella ecologica, che non produce danni all’ambiente circostante: alle altre persone, alle altre aree della tua vita e nemmeno alla tua salute. Avrebbe senso avere successo e fare carriera a costo di perdere la compagnia della propria famiglia? O ammalarsi per l’eccesso di lavoro e stress? E’ importante vincere non solo nella vita professionale, ma anche nell’area affettiva e familiare. Non è sufficiente crescere per vincere soltanto come un professionista, ma anche come figlio, come genitore, come partner e come essere umano. L’essenziale è vincere con integrità ed etica: chiunque abbia le capacità necessarie e segua le regole giuste può avere successo, ma farlo mantenendo i suoi valori, questo è opera di un grande Uomo.

Le persone in tutti i campi vogliono sapere sempre qual è la chiave del successo, qual è quel fattore segreto che, quando messo in pratica, trasforma il piombo in oro. Certo che queste persone stanno già un passo avanti perché ci sono tante altre che desiderano il successo ma non sono disposte a cambiare nulla e non vogliono impegnarsi seriamente. In verità il successo è una combinazione di molti fattori. Nonostante questi possano variare leggermente da un’area all’altra, è possibile individuare quelli che fanno la differenza a prescindere dalla tua occupazione o area di interesse. Lo scopo di questo testo è di riassumere le principali strategie per avere successo, realizzarsi e vincere nella vita. L’alloro ti aspetta, ma prima ci sono alcuni concetti da imparare e seguire.

Dagli studi svolti, in particolare dalla celebre ricerca di Napoleon Hill (1), sembra che il successo sia dovuto in gran parte all’atteggiamento mentale ed in minor parte alle capacità della persona, innate o allenate. Dunque, nascere in una famiglia benestante o in un paese sviluppato è solo una piccola parte. E’ come partire 100 metri avanti nella maratona: sei avvantaggiato, ma se poi corri di meno sicuramente qualcun arriverà prima di te.

L’atteggiamento mentale vincente è sempre rivolto verso la soluzione e mai incastrato nel problema. Questa attitudine tipica dei vincitori si può creare con la programmazione verso il successo: prendi responsabilità di ciò che ti accade e dei risultati ottenuti, invece di trovare scuse e dare la colpa agli altri, al paese, alla crisi o a circostanze esterne. Sei tu che hai il timone della tua barca, non gli altri. Assumere la responsabilità di ciò che accade aumenta la tua sicurezza, ti da’ una maggiore coscienza della padronanza che hai sulla tua vita e riduce lo stress, dato che sei consapevole che gli avvenimenti non accadono a caso ma tocca a te di influire su di essi.

Non lamentarti mai di ciò che non va per il verso giusto, ma mantieni il focus sulla risoluzione più efficace per superare l’ostacolo e cogliere l’occasione per apprendere. Impara sempre durante tutta la vita, mantieniti ricettivo a cambiare opinione e migliorare la tua visione del mondo, delle tue relazioni, del tuo modo di lavorare e perfino di te stesso. Studia, leggi, fai corsi di sviluppo personale e professionale, non fermarti mai di apprendere nuove conoscenze e capacità. Il famoso formatore Brian Tracy insegna Devi essere affamato di conoscenza come pacman perché non sai quale pezzo di conoscenza può trasformare la tua vita.

I vincitori si distinguono perché hanno sempre chiari gli obiettivi, individuano quei pochi essenziali, tracciano piani di azione per raggiungerli, compiono le azioni definite, correggono la rotta sempre che necessario e non si fermano fino a giungere a destinazione. Avere un metodo strategico per definire e raggiungere i traguardi è tra le abilità più importanti per vincere. Queste persone sanno bene cosa vogliono e come fare per poterla ottenere, hanno le idee chiare riguardo allo scopo, al percorso da compiere e sono disposti a tutto pur di realizzarlo.

Nel 1979 hanno svolto una ricerca su migliaia di studenti ad Harvard per sapere se la definizione degli obiettivi ha un’influenza sul futuro successo economico. L’84% degli studenti non aveva obiettivi chiari, il 13% aveva definito i suoi obiettivi ma senza scriverli ed il 3% li aveva scritti. Dieci anni dopo hanno chiesto a tutti gli studenti quanto guadagnavano ed i risultati sono stati sorprendenti: quelli che non avevano obiettivi guadagnavano in media tot, quelli che li avevano definiti ma non scritti guadagnavano il doppio e quelli che li avevano scritti addirittura dieci volte tanto! Ovviamente il successo personale e professionale va molto oltre il guadagno economico, ma questo è il fattore più facilmente misurabile e paragonabile e l’esempio è interessante solamente per chiarire l’importanza di definire e scrivere i propri traguardi.

Per programmarti verso il successo, è importante cambiare la visione nei momenti più impegnativi: evita di vedere un’azione non riuscita come un fallimento ma come una lezione di vita, interpreta lo sbaglio come un’opportunità di insegnamento, osserva i difetti personali come aree di miglioramento. Impara con Gandhi Quando perdi, non perdere la lezione. Thomas Edison è riuscito a far passare la corrente elettrica su una lampadina dopo 10.000 tentativi; mentre le altre persone lo criticavano per i continui ‘fallimenti’, Edison rispondeva Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato. Secondo Henry Ford Il fallimento non è altro che l’opportunità di ricominciare in modo più intelligente.

E’ nei momenti di tempesta che si vede chi sono i veri navigatori contrariamente a quelli che sono bravi comandanti solo quando il mare è piatto. E’ facile considerarsi un vincitore quando tutto scorre liscio e tranquillo, ma è quando si cade che la strada si biforca: alcuni rimangono distesi come vittime passive e non fanno altro che dare la colpa a qualcuno, mentre ci sono altri che si alzano, a prescindere della gravità della caduta. Il Maestro De Rose ci insegna Ci sono quelli che si alzano e fanno; e quelli che si siedono e piangono. Mentre alcune persone si fermano all’ostacolo, altri crescono per diventare più grandi dell’ostacolo.

Per generare identificazione e imparare il giusto atteggiamento mentale, leggi le biografie delle persone di successo, vedrai che la maggior parte di loro hanno cominciato da zero e affrontato innumerevoli ostacoli fino a vincere. La differenza è che si rafforzano ad ogni avversità, invece di abbattersi ed accettare la sconfitta. Non hanno convinzioni limitanti e sono sempre disposti a mettere in discussione le loro credenze. Sono sicuri di se stessi ma allo stesso tempo sempre ricettivi alle critiche costruttive degli altri per migliorarsi. Lavorano per passione, non per lo stipendio e hanno buone relazioni umane.

La persona di successo non ha solo grandi capacità, ma principalmente si vede in condizione di affrontare e superare grandi sfide. Il perdente invece pensa che tutti i problemi e tragedie accadano solo a lui e che non sia all’altezza degli ostacoli o obiettivi. I vincitori sono quelli che realizzano, non quelli che hanno solamente delle buone iniziative. Sognano in grande, con mira ad alte vette, non si accontentano di poco, ma poi si danno da fare per tagliare sempre il traguardo. Non hanno paura di sbagliare, ma il coraggio di provare. Persone vittoriose non sono quelle che non sbagliano mai, ma quelle che imparano con gli sbagli. Gli unici che non sbagliano mai sono quelli che non provano mai. O che sono troppo superbi per ammetterlo.

Osservati come una persona capace di qualsiasi cosa: se qualcun altro è già riuscito a realizzarlo, perché non lo puoi fare anche tu? E’ importante mantenere una buona autostima, ma ammetti sempre i tuoi sbagli, non ritenerti infallibile, quelli che vogliono sempre avere ragione sono quelli che non evolvono, che rimangono fossilizzati in schemi di pensiero rigidi ed inalterati nel corso degli anni. Le persone che realizzano non si scoraggiano con le sconfitte ma pensano a come possono fare meglio la volta successiva, come fare per non ripetere un errore già commesso. Non si riposano sugli allori ma mantengono un impegno continuo di miglioramento, anche dopo aver conquistato la vittoria. Non si vantano dei propri successi, perché li ottengono per la propria realizzazione, non per dimostrarlo agli altri.

La gratitudine è un sentimento frequente dei più grandi illuminati della storia, ma vissuta in un senso più ampio: se vuoi crescere, dimostra gratitudine incondizionale verso i tuoi genitori, che ti hanno dato la vita, verso tutti coloro che ti hanno insegnato ciò che sai oggi e verso chi ti ha aiutato a salire nella scala della vita.
Alcune tra le capacità frequenti in queste persone sono l’intuizione, il carisma, il senso di leadership, la determinazione, la concentrazione e la disciplina costanti nel tempo. Identifica dunque le capacità più importanti da lavorare su te stesso ed il modo più efficace per aumentarle. La forza di volontà è sicuramente una tra le essenziali, le persone che spiccano dalla massa non demordono finché non arrivano dove vogliono. Se non hanno raggiunto l’obiettivo non desistono, ma cambiano strategia. Seguendo nuovamente le parole di Einstein, Follia è fare sempre la stessa cosa aspettando risultati diversi.

Dopo aver compreso l’atteggiamento mentale e le capacità da sviluppare, è anche importante non trascurare l’atteggiamento corporale: una postura scorretta influisce anche sull’approccio della persona agli ostacoli ed obiettivi della vita. Spalle aperte, testa alta e sorriso sincero sono caratteristici del vincitore, mentre il perdente (o quello che si crede come tale) ha la tendenza ad avere le spalle chiuse, la testa bassa e raramente sorride. Per le spalle e la pendenza della testa ci sono delle tecniche molto efficaci per correggere la postura sbagliata, invece per il sorriso è un’abitudine da sviluppare con consapevole impegno.

Viviamo in società, dunque cerca sempre il risultato migliore per far vincere il tuo gruppo e non solo te a discapito degli altri. Le persone di successo sono quelle che pensano al noi, invece di pensare solo all’io, che può anche funzionare a corto termine, ma a lungo andare li farà perdere collaboratori, amici e parenti. Puoi anche diventare miliardario, ma se rimani solo allora hai perso tutto.

E’ importante non solo credere a se stessi ma anche al potenziale degli altri, perché nessuno vince da solo: un titolare di un’ azienda non riesce a farla crescere senza uno staff affiatato e competente, uno sportivo non sale sul podio senza un bravo allenatore. La vera vittoria è quella fatta di sinergie tra persone giuste. Nei gruppi coesi vediamo che l’unione fa la forza: associazioni ed entità di sostegno reciproco, dove esiste un legame o ideale comune che unisce tutti, spinge ogni membro a salire attraverso il supporto del gruppo.

Cerca un mentore nell’area in cui desideri evolvere, ricordati che prima di te altre persone avranno già seguito la stessa strada e ormai conoscono le scorciatoie ed il percorso giusto per la vittoria. Mantieniti vicino alle persone di successo e lontano da quelle che si lamentano, che non credono che si possa avere successo onestamente o che sentono invidia o rabbia verso quelli che ce la fanno. Mantieni il tuo entusiasmo vivo pensando, condividendo e realizzando idee e progetti con le persone giuste, invece di perdere tempo a parlare di persone, vedere la tv o con reti sociali inutili.

Il fisico milanese Fabio Marchesi e lo stesso Einstein ritengono che parlare delle proprie imprese, iniziative, idee e progetti prima del momento giusto possa intralciare la strada per il successo, sia in un’impresa personale, professionale o affettiva. L’invidia altrui o azioni male intenzionate possono causare l’insuccesso di grandi realizzazioni. Impariamo di nuovo con Einstein, il fisico che ha cambiato la storia del mondo: Se A è uguale a successo, allora la formula è A = X + Y + Z. X è il lavoro. Y è il gioco. Z è tenere la bocca chiusa.

Un’altra caratteristica evidente di quelli che vincono è la generosità: non vivono nella scarsità ma nell’abbondanza, a prescindere dal patrimonio che hanno. Dare disinteressatamente significa ricevere in scala maggiore più tardi. Se doni denaro, diventi più ricco, se doni gioia, diventi più felice, se doni conoscenza, diventi più saggio. L’Antico Testamento si riferiva già alla legge della decima, secondo la quale si riceve un’enorme abbondanza di benedizioni se prima si dona il 10% del cibo raccolto. Il Nuovo Testamento ripete lo stesso concetto: ciò che doniamo ci ritornerà in abbondanza. Anche nei nostri giorni si vede che i maggiori miliardari del mondo sono anche tra i maggiori donatori di ricchezze e quanto più donano più diventano ricchi. Ma non fanno le donazioni solo perché sono ricchi, sono diventati ricchi (anche) perché sanno donare. Non aspettare di avere molti soldi per cominciare a donare, ma fallo perché a qualcun altro quel denaro serve di più che a te. Dopo che hai compreso che per ricevere prima devi dare, rifletti su come puoi dare più amore, felicità e successo a chi ti sta intorno.

(1) Napoleon Hill è stato un celebre scrittore del secolo scorso che ha condotto una ricerca di 20 anni durante la quale ha intervistato oltre 500 persone, ritenute quelle che avevano raggiunto il maggior successo in tutto il mondo.

Testo dedicato a Vittoria Pavoncello
Estratto dal libro Cresci!, di Carlo Mea
Presidente della Federazione Italiana del Metodo DeRose
www.CarloMea.it

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Corso di respirazione

Prima parte:
Funzionamento corporale ed effetti fisici delle tecniche respiratorie.
• I muscoli responsabili per la respirazione ed il loro allenamento;
• Fasi della respirazione;
• Contrazioni di plessi e ghiandole e la loro influenza nell’atto di respirare;
• Ritmi della respirazione (tipi di ritmo, evoluzione nel ritmo e l’aumento della capacità respiratoria).

Seconda parte:
L’energia e la sua espansione.
• Il prána: cos’è, come si vede, captazione, immagazzinamento e distribuzione;
• I diversi tipi di aura;
• Il corpo energetico (nádí, chakra, kundaliní);
• Espansione della bioenergia;
• Come usare i mudrá, la visualizzazione e le contrazioni per potenziare i pránáyáma.

Mercoledì 2 luglio – 20:00 / 22.30
Iscrizione obbligatoria.

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Maschio versus femmina

Irene

Testo di Irene Calvo Crespo, allieva del Metodo DeRose, estratto dal suo libro Roma I love you e altre storie
Tutti i diritti riservati

MASCHIO VERSUS FEMMINA

MASCHIO
Sono seduto al bar dell’Auditorium, è sabato mattina e mi sto prendendo un caffè con calma, lo faccio sempre di sabato, non sopporto stare a casa. Mia moglie che deve sistemare la casa con la filippina, le ragazze che non vogliono fare i compiti, i litigi tra di loro… no! Vengo qui e mi rilasso col mio giornale e guardo la gente che passa.
Sono maschio, sono italiano e mi piacciono le donne. Mi piace guardarle, mi piace flirtare con loro, conquistarle e portarmele a letto dopo una dura battaglia, godo quando mi guadagno una preda difficile, diversa, ostile e bella. Faccio il politico e devo convincere: con le donne mi alleno.
Il fisico mi aiuta, sono atletico ma non naturalmente, il mio corpo è il risultato di tanto allenamento col mio personal trainer e della mia disciplina, non posso deludermi, non posso deludere, i capelli bianchi cominciano a spuntare ma hanno il loro fascino. La genetica ha fatto il resto, tutti alti in famiglia e nessun maschio calvo.
Mi sono sposato con la donna perfetta per la mia carriera: di buona famiglia, con i soldi, carina senza dare nell’occhio, per non essere desiderata da nessuno, e giovane da non essere stata distratta prima. Ci siamo sposati che lei non aveva compiuto ancora ventitré anni, non ha finito l’università perché l’ho fatta rimanere incinta subito, così non ha avuto pretese di lavoro; la seconda figlia dopo quindici mesi, così è stata abbastanza occupata per dimenticarsi per sempre della sua carriera. Meglio due femmine, con i maschi avrei avuto la presunzione di fargli fare successo in società, invece le figlie studieranno, sì, ma si sposeranno anche loro con due ricchi e faranno la bella vita come la madre.
Prima di sposarmi mi sono dedicato a me stesso, mi sono sistemato professionalmente vincendo un concorso pubblico di Magistrato, lì ho capito, nel giro di pochi anni, come cammina il treno della politica italiana, e, chiedendo un’aspettativa indefinita, sono salito sul treno, ovviamente in prima classe. Mi piace la vita che faccio, il potere che ho e il timore che incuto. Soldi, potere, riverenza… godo al solo pensiero. A casa mi rispettano, mia moglie ha la paura giusta per non chiedermi mai niente, non si è mai rivelata, devo dire che anche i suoi parenti hanno fatto un ottimo lavoro in fatto di educazione e rispetto.
Seduto con il mio caffè vedo arrivare una potenziale preda. È femmina, un po’ magra per me ma donna fatta, alta, gambe lunghe, jeans stretti, non riesco a vedere il sedere perché porta una giacca di cotone lunga di colore blu che lo copre; quello che mi fa morire è la camminata, passo deciso con i tacchi alti e il seno che dondola con sicurezza ad ogni passo che fa. Quel movimento del seno mi sconvolge e allora la guardo con l’occhio da cacciatore.
È arrivata da sola, col giornale in mano, vediamo che legge… Il Corriere della sera, perfetto! Una femminista di sinistra di prima mattina mi farebbe venire la nausea, quelle non smettono di parlare nemmeno quando scopano.
Si prende un cappuccino e un cornetto, bene! Non fa nessuna dieta, dunque non sarà noiosa e non fa colazione a casa, perciò sicuramente vive sola o in questo momento è sola, chissà, separata con figli quindi nel week-end da sola, o semplicemente single. Mi sembra sulla quarantina, per essere una separata con figli è molto attraente. Potrebbe anche avere un compagno o un marito, questa idea mi fa godere di più, lascio che la mia immaginazione voli tra incontri segreti, viaggi nascosti e appuntamenti in albergo: un brivido attraversa il mio corpo.
“Dai prenditela con comodo e siediti a leggere il giornale” penso io con l’acquolina in bocca.
Vedo da lontano che fa una battuta al cameriere che ride, brava! Abbiamo il bonus simpatia che non guasta mai. Si siede a un tavolo vicino al mio ma non mi nota ancora. La vedo che sorride ma a nessuno in particolare, e questo fatto mi incuriosisce ancora di più. Appoggia la piccola borsa sul tavolo e mentre gira il cappuccino comincia a leggere la prima pagina del giornale: è elegante ma con poco, l’eleganza ce l’ha come materia prima, come qualcosa che non si compra ma che si eredita, portamento naturale, con una semplice maglietta di cotone a righe blu come quelle dei bambini, un foulard con i teschi a colori fluorescenti. Si è appena tolta gli occhiali e quando si gira per metterli nella borsetta incontra il mio sguardo, mi sorride ma senza interesse, è un sorriso educato, solo di cortesia.
Io sono colto all’improvviso, mi ero lasciato andare con lo sguardo, percorrendo il suo corpo e il suo modo di fare. Mi rammarico per il mio comportamento da dilettante. Aspetto in silenzio e immagino, come un leone dietro al cespuglio che osserva la sua gazzella. Ma devo cominciare ad elaborare una strategia, il mio intuito mi dice che non aspetta nessuno, non è truccata, solo un rossetto rosa scuro… è bellissima anche così. Sta per chiudere il giornale quando, senza riflettere, mi lancio all’attacco e chiedo:
«Potrei dare un’occhiata al suo giornale?» dico muovendo il braccio e lasciando cadere a terra il mio giornale. Forse la “gazzella” non se n’è accorta.
«Certo» mi risponde lei «solo che ho strappato una pagina che mi interessava…». La sua voce è bassa e vedo che arrossisce un po’.
«Se è sulle tasse e vuole fare un falò ha il mio placet» rispondo.
Sorride con educazione, mi porge il giornale e prende in mano la rivista omaggio allegata al giornale e continua con la lettura.
Torno dietro al cespuglio più affamato che mai e, imbarazzato dalla battuta infame che ho appena fatto, immagino di dare capocciate contro il muro e vado subito a vedere che pagina ha strappato la mia preda che ormai galoppa in lontananza.
Per fortuna non ha tolto tutta la pagina ma un pezzo della notizia ovvero gli orari e i contatti della mostra su Frida Kahlo che si terrà alle Scuderie del Quirinale.
“Sei nel mio territorio” penso e subito invio un messaggio al mio assistente chiedendo informazioni sulla mostra e gli inviti per l’inaugurazione. Concludo il messaggio scrivendo: voglio una risposta entro tre minuti.
La risposta arriva dopo due minuti e quaranta secondi con un allegato dove trovo gli inviti. Mi piaccio, ottengo tutto quello che voglio, ho una squadra perfetta intorno a me. E te. Cara gazzella, sarai anche mia. Ti do tutto il tempo che vuoi, so aspettare quando il premio merita, nel frattempo, e per essere sempre in allenamento, troverò qualche diversivo, caccia minore, per passare il tempo.
Adesso sono me stesso nell’assoluto convincimento di essere un grande seduttore, conscio del mio potere, pronto all’attacco, e a vincere. Mi alzo con il giornale in mano e vado dalla mia preda con una strategia ben definita nella testa.
Io penso: sei mia.

FEMMINA
È una giornata di sole, ancora d’inverno, ma con temperature miti, è sabato, è perfetto. Ho dormito bene e finalmente tanto, dunque mi regalo un cappuccino e la lettura di un giornale (il primo della settimana) in santa pace, penso di mandare un messaggio ed invitare qualcuno al mio caffè preferito, poi decido di stare con me stessa un po’ di tempo, in silenzio.
La giornata è meravigliosa e mi sono vestita sportiva ma col tacco che tanta sicurezza mi dà, decisione accertata e condivisa dalla mandria di poliziotti che, uscendo dall’accademia, mi salutano come se mi conoscessero da una vita e complimentandosi con la scelta del mio abbigliamento. Sono femmina e mi piace essere apprezzata, mi attraggono gli uomini e sono sempre pronta a giocare, gioco tutti gli sport, gioco tutte le partite, gioco e vinco.
Vado all’Auditorium, il terrazzo al sole mi seduce. Scherzo col cameriere che, indovinando la mia origine dal mio accento, si lamenta per l’ennesima sconfitta sofferta dalla squadra azzurra contro quella del mio paese dicendo: «La rossa è sempre la rossa» facendo allusione anche al colore dei miei capelli.
Mi giro per cercare un posto dove andare e mi siedo davanti all’uomo che mi sta “sorvegliando” da quando sono entrata, pensa che non mi sia accorta ma io l’odore di cacciatore lo riconosco a distanza. Mi ha puntato da quando sono entrata, io ho fatto finta di non notarlo, non è il mio tipo, siamo in contrapposizione, due dominanti si respingono. Io l’ho capito, lui no. Lui mi crede e mi vorrebbe indifesa, vulnerabile, ma interessante, e soprattutto una porca a letto.
Così comincio a immaginare la sua vita dal suo atteggiamento e da come è vestito: classico, i suoi toni sono blu e grigio, pantalone con la piega davanti e scarpe Hogan con i lacci, intravedo solo il collo e i pugni della camicia bianca ma scommetto che ha le iniziali cucite sul lato sinistro. Quaranta e passa, quasi vicino alla cinquantina, ha cura del suo corpo, ma non è palestrato.
È sicuramente sposato, anche se non porta la fede, avrà prole e una moglie depressa, stanca di corna e sottomessa, a casa o in giro per la città per portare i ragazzi alle diverse attività extrascolastiche del fine settimana, da manuale, un’autentica noia. Avrò cancellato un milione di uomini come lui dalla mia rubrica. È troppo pieno di sé, orgoglioso del suo potere e a caccia di prede difficili.
“Ok bello, sto al gioco” penso, sono riposata e in cerca di qualche stimolo, sono libera questi giorni e pronta a giocare.
Torno alle pagine del mio giornale e preparo la mia trappola come un’autentica professionista, arrivo alle pagine di cultura e strappo il pezzo che parla della mostra che vorrei visitare la settimana prossima, sicura delle mosse che avrebbe compiuto il cacciatore.
Non passano neanche cinque minuti che il predatore butta per terra il suo giornale e mi chiede gentilmente il mio. Che banale caro, sei bocciato in partenza. Abbocca alla grande e va subito alla pagina che ho strappato, nel frattempo mando un messaggio a un’amica invitandola all’inaugurazione della mostra. Continuo con la lettura e con il cappuccino che ormai è freddo, non so se farlo impaurire e far finta di andarmene, ma decido di essere una creatura buona e di godermi un po’ di più il sole di questa meravigliosa mattinata di caccia. Con la coda dell’occhio lo vedo che si avvicina con passo deciso, pieno di sé, pensa che la partita è già vinta.
Io penso: sei mio.

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