Archivi tag: sviluppo personale

Obiettivi e ostacoli

Vuoi scoprire come progettare i tuoi traguardi e definire un programma efficace per raggiungerli? Cosa fare quando ci sono ostacoli nel cammino? Lunedì alle 21.00 modulo di filosofia: raggiungimento di obiettivi e superamento di ostacoli.
focus

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Alta performance nella superbike

Congratulazioni Davide Giugliano, dopo le prime lezioni del Metodo DeRose è riuscito a battere il record della pista di Qatar nella classe superbike.
Davide Giugliano

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Spettacolo al teatro

Questo venerdì alle 20.30 avrai la possibilità di assistere ad un bellissimo spettacolo al Teatro Centrale Preneste, via A. da Giussano 58. Vedrai una coreografia del Metodo DeRose e tantissime esibizioni di diversi tipi di danza. I biglietti non saranno disponibili al teatro ma solo tramite prevendita.
http://youtu.be/bbG5VgQMsnQ

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Testimonianze del Metodo DeRose

http://youtu.be/V1scBtul7cE

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Testimonianza del Metodo DeRose

http://youtu.be/6CqV3Lu3iqY

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Relazioni umane felici

conflitti II
Lunedì 29, dalle 21:00 fino alle 22:30, potrai frequentare il corso di Carlo Mea che ti insegna a gestire efficacemente i conflitti ed a costruire relazioni migliori con gli amici, partner, colleghi e parenti. Ideale per chiunque voglia crescere ed essere più felice!

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Coreografia del Metodo DeRose

http://youtu.be/T_-3kFau4Z4

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Dal probl*** alla soluzione

focus

Problema è il preambolo della soluzione.
Maestro De Rose

Sembrerebbe un’utopia trovare una soluzione efficace per ogni singolo problema, appare troppo bello per essere vero, comunque si riassume tutto in una sola parola: focus. Il pensiero rivolto strategicamente verso la soluzione e non più sul problema spiana la strada al superamento ottimale di ogni singolo ostacolo, sia esso un piccolo impiccio della vita quotidiana o addirittura qualcosa di grande e apparentemente insormontabile.

In ogni momento della nostra giornata, il cervello viene continuamente bombardato da una enorme quantità di informazioni esterne. Dato che non siamo preparati per un tale numero di sollecitazioni sensoriali, il cervello filtra quelle che non ritiene necessarie ed ogni persona riceve solo una piccola parte della realtà esterna. Siccome sei il padrone e non lo schiavo del tuo cervello, tocca a te decidere quali informazioni vuoi ricevere. Se continui a parlare o a pensare all’avversità che attraversi, questa si ingigantisce, assume proporzioni esageratamente drammatiche e ti porta alla disperazione e alla frustrazione; se invece sposti la tua attenzione verso l’uscita, cominci a percepire un grande numero di informazioni verso dove vuoi arrivare, come se fossero indicazioni stradali.

Questo concetto si basa sul fenomeno dell’attenzione selettiva: il cervello seleziona un piccolo numero di dati esterni da assimilare e questi sono quelli dove tu poni la tua coscienza. Indirizzandola verso soluzioni (cosa posso fare per…?), ovunque guardi troverai indizi, segni e spunti che ti proiettano verso la strategia da adottare per giungere alla risoluzione. Spostando il tuo focus, vedrai opportunità ovunque: la soluzione sta vicino a te, ma per vederla devi togliere i paraocchi causati da un atteggiamento mentale chiuso e rivolto verso i problemi. La capacità di orientare il focus dove desideri può essere sviluppata attraverso tecniche di concentrazione e meditazione.

Per rendere il concetto dell’attenzione selettiva più chiaro nella pratica, ti racconto un mio caso personale: quando mio figlio stava per nascere, siccome la mia coscienza in quel periodo girava intorno a lui, ovunque andavo vedevo solo passeggini, carrozzine, donne incinte e pubblicità di pannolini, lo stesso succedendo con la sua mamma. Ovviamente le donne incinte e le pubblicità non erano aumentate riguardo a prima, era la nostra attenzione che si era rivolta verso di loro, anche se inconsapevolmente. Spesso persone che acquistano una macchina nuova dicono che, da un momento all’altro, tanta gente ha acquistato la stessa macchina, perché loro hanno lo sguardo mirato all’oggetto della loro attenzione del momento.

Un giorno mi rivolgo ad una mia allieva facendole notare che non ha senso fare 2 lezioni del Metodo DeROSE al giorno, sette giorni a settimana, e continuare a fumare due pacchetti di sigarette al giorno. Lei risponde dicendo “non è vero che il fumo fa così male, mia nonna fumava ed è vissuta fino a 91 anni!” Sicuramente lei doveva conoscere come minimo 10 casi di persone che erano morte prima del tempo per una malattia provocata dal fumo. Lei certamente non diceva una bugia omettendo gli altri casi, non diceva neanche una bugia a se stessa, era stato proprio il suo cervello a cancellare quei casi perché non combaciavano con le sue credenze, rispettando il principio della coerenza che regola i pensieri e le azioni di ogni persona.

Questo comportamento è il fenomeno della dissonanza cognitiva, quando le persone interpretano ogni informazione nel modo che si adegua alle convinzioni già formate e cancellano tutti gli altri dati, dimenticando come la realtà effettivamente è, sostituendola con i ricordi ed informazioni che sostengono la propria mappa del mondo. Ovviamente le persone più lucide sono quelle che sono sempre ricettive a cambiare opinione, quelle che non hanno problemi di ego per assumere che hanno torto e sostituire la loro visione della realtà con un’altra più lucida ed aggiornata. Al contrario le persone che non sbagliano mai, quelle che vogliono sempre avere ragione, sono quelle che mantengono opinioni rigide, immutabili nel tempo, e non accettano né imparano con nessuno che la pensi diversamente.

Identifica le tue convinzioni riguardo all’ostacolo che affronti e alle tue capacità per superarlo: quando hai una convinzione potenziante o limitante – che non è altro che una tua interpretazione della realtà, basata sulle tue esperienze o trasmessa da altri – tendi a vedere e ad enfatizzare solamente le informazioni che già collimano con quello di cui sei già convinto, filtrando, rifiutando e cancellando tutto il resto.

E’ affascinante conoscere anche il fenomeno cocktail party, che si basa sulle scoperte che hanno portato alla teoria della selezione dei gruppi neuronali: con una gigante quantità di stimoli sensoriali esterni, ogni persona riesce a sentire, osservare e percepire solamente quello che vuole, può perfino ascoltare e comprendere una sola persona quando ci sono altre decine che parlano intorno e la musica ancora più alta della voce che si ascolta.
E’ ciò che devi fare per trovare la soluzione: puntare la tua coscienza come una mira laser verso tutte le informazioni (interne o esterne) che portano a ciò che ti interessa. Se sei focalizzato sulla soluzione, comincerai ad avere idee ed intuizioni che non avresti mai se continuassi a pensare e parlare solo di ciò che non va. Evita di rafforzare quello che non vuoi, ma incanala la tua coscienza su ciò che desideri.

Conoscere questo processo del nostro cervello ci rende molto più consapevoli delle nostre credenze e comportamenti e ci sprona verso l’autoconoscenza ed una vita più lucida ed appagata. Ogni luogo, persona o avvenimento che si vive, contiene in sé sfaccettature belle ed altre meno belle: se punti la tua attenzione verso le cose belle, vivi felice; se invece focalizzi la tua attenzione su ciò che non va, vivi tristemente. Tocca a te decidere: se per te la vita è ingiusta e l’essere umano è cattivo, ovunque guardi vedrai solo ingiustizie e cattiverie. E se invece pensi che la vita sia bella ed il mondo meraviglioso?

E’ per questo motivo che è così importante causare una eccellente prima impressione quando conosci qualcuno. Se l’altra persona ti ritiene simpatico, per mantenere la coerenza con l’immediata immagine fatta di te, tenderà ad osservare solo le cose buone che fai ed il lato migliore di te. Se le stai antipatico, qualsiasi cosa tu faccia tende ad essere interpretato male per adeguarsi alla sua prima impressione. Ora si capisce l’importanza della celebre frase di Oscar Wilde: non c’è mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione.

Spesso un’ avversità sorge per un atteggiamento mentale sbagliato o per inadeguati schemi di pensiero. Il primo passo dunque è cambiare il proprio modo di ragionare che ti permetta un miglioramento nella tua realtà circostante, che non è altro che uno specchio del tuo mondo interiore. Evita di rimanere rigidamente fermo nelle tue verità assolute, quello che ritieni una certezza incrollabile non è altro che la tua personale interpretazione della realtà, che probabilmente sarà diversa dalle altre persone e potrebbe essere proprio l’origine dell’avversità o l’ostacolo alla risoluzione della stessa. Per rafforzare questo concetto, rifletti sulle parole del grande genio Albert Einstein: non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato. Dunque, il primo cambiamento deve per forza cominciare dentro te stesso!

E’ importante evitare di nominare la cattiva parola probl***, sostituendola con ostacolo, opportunità o sfida. Lo stesso vale per le parole difficile ed impossibile; sostituiscile con altre che non siano limitanti. Pensa ad azioni che possano cambiare il corso degli avvenimenti, invece di rimuginare su cos’è andato storto. Parlare del passato non cambierà niente, agire cambia il futuro. Ricordati di quante avversità hai già superato nella tua vita: se ne hai già sormontate tante, perché non dovresti riuscire a vincere anche questa? Se altre persone sono già riuscite a superare un ostacolo come il tuo, perché non sarai capace di farlo anche tu?

Nei momenti impegnativi, è ora di usare tutta la tua forza interiore, la determinazione e le capacità che hai allenato fino ad ora per vincere la sfida: tirare fuori il coraggio dentro di te fa allontanare la paura che blocca le azioni che portano alla risoluzione. In questi momenti è fondamentale mantenere la giusta stabilità emozionale, lucidità mentale e usare la creatività e l’intuizione per pensare fuori dagli schemi e trovare la soluzione vincente. Se non hai ancora queste capacità sufficientemente sviluppate, allenale quando il mare è piatto in modo che, se un giorno arriva la tempesta, poi avrai la forza per affrontarla e superarla al massimo del tuo potenziale!

Chi ha un atteggiamento mentale forte, affronta queste situazioni come un’opportunità di crescita, di apprendistato e una spinta evolutiva della vita che lo sprona verso l’autosuperamento ed il rafforzamento personale. Dunque, a lungo termine, perfino questi grandi ostacoli che affronti sono una benedizione, perché ti portano ad un miglioramento che non sarebbe mai successo se tutto fosse andato sempre liscio.

Durante il percorso per trovare la soluzione e mettere in pratica le azioni necessarie, visualizza continuamente che tu abbia già superato completamente l’avversità e comportati come se la risoluzione fosse una certezza, così aumenti ancora le probabilità di giungere alla meta ambita.

Se decidi di coinvolgere altre persone per avere una visione esterna, che spesso è più lucida perché è assente da coinvolgimento emotivo, evita di appesantire la vita degli altri con i tuoi problemi ma chiedi, invece, l’opinione di una persona amica o esperta sulle possibili soluzioni più efficaci. Comunque ricordati in seguito di ascoltare apertamente e di rimanere ricettivo principalmente quando le proposte altrui si discostano dalla tua e prenditi sempre la responsabilità dei risultati ottenuti, anche quando non sono quelli desiderati.
Per comprendere meglio il concetto dell’attenzione selettiva, vedi questo video e fai il test di attenzione suggerito:
TEST DI ATTENZIONE
Se vuoi approfondire questo argomento, ti suggerisco di partecipare alla mia lezione teorica del modulo di filosofia, nella scuola Metodo DeROSE Parioli, Superamento di ostacoli e raggiungimento di obiettivi, che si svolgerà il 1° dicembre.

Carlo Mea
Presidente della Federazione Italiana del Metodo DeRose
www.CarloMea.it

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http://youtu.be/t2KhPPyqhm8

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Comportamento da eroe

zanardi

Un eroe è un individuo comune che
trova la forza per perseverare e resistere
nonostante i travolgenti ostacoli.

Christopher Reeve

Nel 2001, il pilota emiliano Alex Zanardi subisce un violentissimo incidente durante una gara. La sua macchina viene tagliata a metà, così come il suo corpo che soffre un’amputazione immediata e completa delle gambe, soffrendo un’emorragia quasi mortale che gli ha lasciato meno di un litro di sangue nel corpo. Sopravvissuto contro ogni previsione medica, dopo sette arresti cardiaci, quindici interventi e l’uso di protesi al posto delle gambe, Alex non perde mai il sorriso e la sua grinta, riprende le gare automobilistiche e negli ultimi anni conquista diverse medaglie d’oro nelle competizioni di Handbike ai giochi Paralimpici.

Più impressionante ancora della sua incredibile sopravvivenza e recupero è stata la sua reazione positiva e combattiva alla tragedia che ha superato e l’atteggiamento lieve e perfino scherzoso sulla sua condizione fisica (ora non rischio più di buscarmi un raffreddore camminando scalzo). Oggi va spesso nelle scuole ed università per insegnare ai ragazzi come affrontare la vita e le sue avversità in maniera più costruttiva ed orienta i giovani a superare le sfide, invece di lagnarsi rimanendo fermi nell’inerzia passiva e dare la colpa ad altri.

Invece di piangersi addosso e lamentarsi dell’olio sulla pista, del pericolo del suo vecchio mestiere, della sfortuna, ecc., ha saputo far fronte all’accaduto come una gara da vincere e con la forza di un campione: quando mi sono svegliato ho guardato la metà che è rimasta, non la metà che è andata persa. Che esempio! Ora facciamo un paragone tra l’atteggiamento del grande Zanardi e la maggioranza delle persone che conosci: hanno tutto per essere felici, godono di buona salute, non gli manca niente, eppure si lamentano, vivono una vita sbiadita, fanno le vittime di situazioni che loro stessi hanno provocato e di cui danno la colpa ad altri fattori come il paese, la crisi o la società. Basterebbe un cambiamento dentro la loro testa per uscire dalla loro miseria esistenziale e vivere una vita felice ed appagata.

E tu, di cosa ti lamenti? Secondo te hai dei veri e propri problemi? Non reclamare mai, se hai salute ed un tetto, hai tutto quello che ti serve per essere felice. Per diventarlo basta decidere di esserlo, la vera felicità nasce dentro di te, non fuori. Non basare la tua felicità su un’altra persona, o su qualcosa che vuoi avere o raggiungere, ma cerca di essere felice a prescindere da ciò che hai e da chi ti circonda.

Chi reclama, alimenta le stesse emozioni e pensieri che sono spesso l‘origine di ciò che si lamenta. Attirare la compassione degli altri attraverso il proprio stato di malessere rende le radici del proprio disagio più profonde, senza il quale la persona non crede di avere l’attenzione ed affetto altrui. Migliorando la sicurezza personale e l’autostima, la persona perde la tendenza comportamentale di voler colmare carenze affettive con l’autocommiserazione ed il compatimento degli altri.

Chi vuole mantenere il benessere e la qualità della vita deve valorizzare il convivio con persone attive e costruttive, che non dimostrino tendenza a lamentele e vittimismo. Reclamare è mancanza di educazione ed anche di intelligenza, perché non fa altro che aggravare la circostanza avversa e rendere la propria compagnia sgradevole agli altri. Se sei tendenzialmente portato alle lamentele, in poco tempo le persone costruttive e vincenti nella vita cominceranno ad evitarti, ragion per cui ti circonderai di persone caratterialmente identiche a te, creandosi un giro di lamentele insopportabile a qualsiasi persona lucida.

Affrontando gli ostacoli della vita, è fondamentale essere consapevole che il tuo atteggiamento di fronte all’avversità ha un ruolo decisivo per il suo superamento. Perfino quando gli ostacoli aumentano e sembrano insormontabili, affrontali come protagonista e responsabile della tua vita, invece di sottometterti alla posizione passiva di una vittima delle ingiustizie del mondo.

Siccome non si possono modificare le leggi dell’Universo, spetta ad ogni persona imparare ed assorbire queste leggi ed usarle per migliorare la sua vita e realizzare ciò che desidera. Il giusto atteggiamento mentale ci porta verso una vita piena di realizzazioni, mentre l’abitudine di usare le circostanze esterne come scusa conduce ad una vita deprimente e piena di frustrazioni.

Chi si lamenta continuamente vuole evitare di migliorare se stesso ma pretende, invano, che siano gli altri o la propria realtà a cambiare. Aspettando che sia il mondo a cambiare, il vittimista sprofonda passivamente nella propria ‘disgrazia’, attribuendola agli altri e pone l’enfasi sui propri problemi, aumentandoli e rimanendo bloccato per trovare le soluzioni. Riflettere su come trasformare la propria vita per superare l’avversità ed evitare che si ripeta è un comportamento più nobile e ragionevole. La strada intelligente è adottare il giusto atteggiamento mentale ed un piano strategico di azioni mirate alla soluzione ottimale, invece di incrociare le braccia cercando scuse e persone colpevoli.

Non lamentarti mai, la tua vita è uno specchio di te stesso: la tua salute è il riflesso della qualità delle tue abitudini di vita; le tue relazioni personali rispecchiano il tuo carattere; il tuo stato professionale ed economico sono una conseguenza delle tue decisioni ed azioni anteriori, oltre alle tue capacità personali. Dunque prima devi migliorare te stesso per osservare dopo il miglioramento nella tua vita.

Chi si lamenta sempre ha un comportamento simile al neonato che, ogni volta che sente sconforto, provocato da fame, sete, caldo, freddo, ecc., piange in modo che qualcuno – dall’esterno – arrivi e risolva il suo disagio. Che un bambino piccolo reagisca così è perfettamente normale dato che non è ancora capace di superare da solo il suo malessere, però è un atteggiamento infantile ed inefficace continuare a comportarsi così da adulti, lagnandosi ed aspettando passivamente che dall’esterno arrivi la soluzione al proprio malessere.

Il Maestro De Rose riassume questo concetto con una frase di grande lucidità: la soluzione non è reclamare contro persone o circostanze per cercare di cambiarle ma sì educare se stesso per adattarvisi. Anche il Papa Francesco ci insegna con una perla di saggezza: non cerchiamo rifugio nelle lamentele: ci fanno male perché queste tolgono la speranza, tolgono l’orizzonte e ci chiudono come un muro. E da lì non si può uscire.

E tu, ti stai comportando da eroe, o invece ti lamenti, fai la vittima, sei negativo, pessimista e “rompi” chi ti sta vicino?

Carlo Mea
Presidente della Federazione Italiana del Metodo DeRose
www.CarloMea.it

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